Diversamente siamo bravi, generosi, pacifici, finché la situazione lo permette."
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sabato 3 dicembre 2016
DIALOGHI: Follia nascosta
Diversamente siamo bravi, generosi, pacifici, finché la situazione lo permette."
mercoledì 19 ottobre 2016
DIALOGHI: Volere è potere?
"Ciò che scrivi è molto bello, ma è difficile"
E' difficile è solo ciò che non si vuole, o si teme di volere. Difficile è saltare 4 gradini perché si ha la pretesa di voler arrivare da qualche parte. Chi fa un passo alla volta si gode il percorso e si ritrova in cima senza quasi rendersene conto. Quando si vuole qualcosa non si chiede come. Non è necessario desiderarla, è già tua. Non importa il percorso, non è una questione di soldi, di tempo, non ci sono scuse.
Quando c'è reale passione, reale risonanza, la distanza tra te e ciò che vuoi è solo mentale. Siete un tutt'uno. Devi apprendere funzionalmente la tecnica di canto, ma dentro sei già un cantante.
"Non sempre è così chiaro cosa si vuole.."
Un processo di pulizia, conseguente all'ascolto, alla non pretesa, alla rimozione di tutti i desideri, aspettative, sovrastrutture, proiezioni, condizionamenti, è necessario. Questo viene naturalmente, come un processo fisiologico. Devi far pipì, è naturale. Trattenerla è innaturale, è difficile trattenerla a lungo. E' difficile solo ciò che non è naturale. Prima di desiderare è necessario essere. Sei sei cresciuto pensando che fare la pipì è un peccato, allora avrai paura e la tratterrai. Quando percorri una strada non tua, quando sei in compagnia di gente che non risuona, semplicemente lo vedi e agisci di conseguenza.
"Non tutto ciò che si vuole è realizzabile"
Solo se si vuole ciò che non ti appartiene. Il volere non è personale, altrimenti è irrealizzabile, o, al contrario, non porterà quell'appagamento che credevamo. Quando smetti di pretendere ciò che in fondo non vuoi, o smetti di allontanare ciò che sei, la vita può parlarti. A quel punto diventa facile.
Se ami suonare la chitarra non avrai bisogno di un pubblico che ti applauda. Se ami le arti marziali potrai praticare anche con un solo allievo o con un albero. Se ami dipingere e non hai tela e pennello, sarà sufficiente disegnare sulla sabbia. Tornando all'esempio della pipì, se vuoi farla nel bagno più pulito e confortevole della città, chiaramente sarà difficile tenerla a lungo. Sei tu che rendi difficile tutto. Ciò che vuoi è sempre disponibile, perché riflette ciò che sei, mentre ciò che non vuoi è difficile, spossante e, spesso (per fortuna) irrealizzabile. Capisci la differenza tra ciò che vuoi e ciò che vuole il mondo, la società e la famiglia usando te.
E' difficile è solo ciò che non si vuole, o si teme di volere. Difficile è saltare 4 gradini perché si ha la pretesa di voler arrivare da qualche parte. Chi fa un passo alla volta si gode il percorso e si ritrova in cima senza quasi rendersene conto. Quando si vuole qualcosa non si chiede come. Non è necessario desiderarla, è già tua. Non importa il percorso, non è una questione di soldi, di tempo, non ci sono scuse.
Quando c'è reale passione, reale risonanza, la distanza tra te e ciò che vuoi è solo mentale. Siete un tutt'uno. Devi apprendere funzionalmente la tecnica di canto, ma dentro sei già un cantante.
"Non sempre è così chiaro cosa si vuole.."
Un processo di pulizia, conseguente all'ascolto, alla non pretesa, alla rimozione di tutti i desideri, aspettative, sovrastrutture, proiezioni, condizionamenti, è necessario. Questo viene naturalmente, come un processo fisiologico. Devi far pipì, è naturale. Trattenerla è innaturale, è difficile trattenerla a lungo. E' difficile solo ciò che non è naturale. Prima di desiderare è necessario essere. Sei sei cresciuto pensando che fare la pipì è un peccato, allora avrai paura e la tratterrai. Quando percorri una strada non tua, quando sei in compagnia di gente che non risuona, semplicemente lo vedi e agisci di conseguenza.
"Non tutto ciò che si vuole è realizzabile"
Solo se si vuole ciò che non ti appartiene. Il volere non è personale, altrimenti è irrealizzabile, o, al contrario, non porterà quell'appagamento che credevamo. Quando smetti di pretendere ciò che in fondo non vuoi, o smetti di allontanare ciò che sei, la vita può parlarti. A quel punto diventa facile.
Se ami suonare la chitarra non avrai bisogno di un pubblico che ti applauda. Se ami le arti marziali potrai praticare anche con un solo allievo o con un albero. Se ami dipingere e non hai tela e pennello, sarà sufficiente disegnare sulla sabbia. Tornando all'esempio della pipì, se vuoi farla nel bagno più pulito e confortevole della città, chiaramente sarà difficile tenerla a lungo. Sei tu che rendi difficile tutto. Ciò che vuoi è sempre disponibile, perché riflette ciò che sei, mentre ciò che non vuoi è difficile, spossante e, spesso (per fortuna) irrealizzabile. Capisci la differenza tra ciò che vuoi e ciò che vuole il mondo, la società e la famiglia usando te.
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mercoledì 29 giugno 2016
DIALOGHI: La pretesa di amare e di essere amati
"Che ne pensi dell'amore e/o dell'innamoramento?"
"L’amore è riconoscere la non differenza. Quando si guarda qualcosa senza creare relazione mentale, ci si accorge che si è anche quello. Tutto quello che è percepito è proprio, perché il corpo, che è fatto di emozione, non può che essere parte dell'ambiente, che è anche emozione. Quando il corpo e l'ambiente diventano mentali, allora c'è divisione. Quando c'è divisione, si pretende di amare o di essere amati. Ma l'amore è in principio, non il fine. Non è il risultato di qualcosa che accade o finisce, quello viene definito "innamoramento", ma non è altro che un'emozione che prima o poi ci lascia. Più la percezione è libera da riferimenti psicologici, da relazioni personali, più la relazione è emozione. Questa emozione non è affettività, non crea quindi legami psicologici.
"Riguardo invece la sessualità? Le cose vengono spesso mescolate."
"Il sesso, la maggior parte delle volte, è un bisogno di un corpo che ha desiderio di essere toccato e di toccare per sentirsi meglio e compensare. Quando si è perfettamente rilassati, quando si è in pace, lo stimolo della tensione generata da un'immagine, perché la nostra sessualità è fatta di immagini, non si genera. Fai caso che, normalmente, più si è infelici più si cerca soddisfazione nel cibo e nel sesso. Normalmente raggiungere il primo è più semplice, il cibo non ci dice mai di no. Il bisogno di contatto viene da una mancanza di sensibilità, perché un corpo sveglio tocca tutto ciò che vede. Si tocca sempre, ma il contatto è senza necessità di soddisfazione. La soddisfazione è sia nella vista che nel contatto. Il bisogno si annulla, e rimane l'affetto. Il desiderio può tornare, il desiderio di portarsi a letto quella donna può essere trasformato in azione, ma il fatto che accada o meno non toglie nulla a questo stato di apertura. Non è una necessità, e soprattutto non viene mescolato e confuso con altre sfere, rendendo psicologico il tutto e credendo di innamorarsi o di essere amati. Toccare una regione cosiddetta sessuale non è più intensa che toccare una spalla. In un corpo equilibrato appaiono dei cicli dove il bisogno di sesso è più forte, e se certi aspetti della sessualità non sono stati risolti, perché repressi nelle fasi importanti della vita, allora la sessualità può diventare un nodo da risolvere. Ma, come già detto, questo non toglie nulla alla tranquillità. Come ogni oggetto, il corpo è fatto di cicli, ma il bisogno viene sempre da una patologia. Ci si serve dell’altro per soddisfarsi. Se una donna non ci vuole più, andremo con la vicina, non è molto diverso. Vedere una bella donna non crea problemi, anzi, tutt'altro. Il bisogno, la necessità di portarla a letto, crea dei problemi. Il bisogno di afferrare crea tensione, ma è una tensione sana nel momento in cui ogni esperienza viene fatta pienamente, senza moralizzare o tralasciare nulla. Quando il corpo funziona normalmente senza forzature, e il pensiero è funzionale solo per risolvere problemi pratici e dare nomi alle cose, essendo pienamente consapevoli dei suoi limiti, allora nella tua vita molte cose potrebbero cambiare di riflesso. Se ho pensieri erotici non ho necessità di soddisfarli, perché nasce da un centro (mentale) che non ha niente a che fare con quello istintivo. Non c’è bisogno che cerchi di cambiare il tuo modo di mangiare per cambiarti dentro, non funzionerà. Devi partire da dentro semmai. Vale lo stesso con il sesso. Riconosci la bellezza in tutto ciò che vedi, anche nelle cose apparentemente negative, e sei così pieno di questa sensazione che i piaceri iniziano a perdere attrattiva. Sei schiavo del piacere perché vivi una vita piatta, e non intendo carente di stimoli. Anzi, al contrario più la riempi di stimoli, più la appiattisci. Il pomodoro ha sapore, ma tu hai bisogno di mettergli il sale per sentire qualcosa.Il pomodoro E' sapore! è una questione di energie, non morale"
"Quindi il sesso con l'amore non c'entra nulla"
"Con l'amore c'entra tutto, ma la confusione viene da un fattore culturale. E' l'uso delle parole che crea confusione, perché a questo appiccichiamo una convinzione che, in fondo, è del mondo, non nostra. L'amore non può essere esclusivo, e la sessualità non ha nulla di romantico. Un contatto può essere più o meno intenso, e più la sensibilità del corpo aumenta, meno necessità si ha di usare l'altro per soddisfarsi. Una sessualità sana inizia con l'esplorazione senza giudizio.
Per mancanza di visione, crediamo di essere innamorati di qualcuno, mentre è l’emozione dell’amore che ci riempie. Si sente quella emozione con qualcuno, è dunque normale attribuire l’amore a quella persona. Però, dopo essersi innamorati tredici volte, ci si rende conto che, qualsiasi sia la persona, lo stato è sempre lo stesso. Allora si ci dovrebbe chiedere: abbiamo bisogno di una situazione per essere condotti a quello stato? Poiché l'ego ha paura dell'insicurezza, le scelte che verranno fatte successivamente per "salvare la coppia", saranno mettere al mondo dei figli, prendere un cane, o sposarsi. Sono tutte scelte strategiche che, chiaramente, hanno degli interessi che con l'amore c'entrano realmente poco. Serve chiarezza, iniziare a vedere come funzioniamo, e smettere di mescolare sesso, amore, condito da speranze e romanticismi. La sessualità, come ogni altra cosa, ha una sua maturazione naturale, o almeno così dovrebbe essere. Non le viene permesso di esprimersi pienamente a causa di cattive interpretazioni, repressioni o, al contrario, improbabili visioni ascetiche che le vengono conferite. L’individuo dovrebbe liberamente esplorare il suo corpo senza giudizi, e poi approfondire il rapporto con l’altro sesso fino ad un punto in cui il sesso stesso rivela i suoi limiti. Questo significa che non si farà più confusione, perché la nostra sessualità, che è puramente mentale, si mescola con sfere che a lei non le competono. Ed ecco che il sesso diventa qualcosa che colora l’immaginario,"
Per mancanza di visione, crediamo di essere innamorati di qualcuno, mentre è l’emozione dell’amore che ci riempie. Si sente quella emozione con qualcuno, è dunque normale attribuire l’amore a quella persona. Però, dopo essersi innamorati tredici volte, ci si rende conto che, qualsiasi sia la persona, lo stato è sempre lo stesso. Allora si ci dovrebbe chiedere: abbiamo bisogno di una situazione per essere condotti a quello stato? Poiché l'ego ha paura dell'insicurezza, le scelte che verranno fatte successivamente per "salvare la coppia", saranno mettere al mondo dei figli, prendere un cane, o sposarsi. Sono tutte scelte strategiche che, chiaramente, hanno degli interessi che con l'amore c'entrano realmente poco. Serve chiarezza, iniziare a vedere come funzioniamo, e smettere di mescolare sesso, amore, condito da speranze e romanticismi. La sessualità, come ogni altra cosa, ha una sua maturazione naturale, o almeno così dovrebbe essere. Non le viene permesso di esprimersi pienamente a causa di cattive interpretazioni, repressioni o, al contrario, improbabili visioni ascetiche che le vengono conferite. L’individuo dovrebbe liberamente esplorare il suo corpo senza giudizi, e poi approfondire il rapporto con l’altro sesso fino ad un punto in cui il sesso stesso rivela i suoi limiti. Questo significa che non si farà più confusione, perché la nostra sessualità, che è puramente mentale, si mescola con sfere che a lei non le competono. Ed ecco che il sesso diventa qualcosa che colora l’immaginario,"
"Siamo stati condizionati a vederla così".
Amore è ascolto, e quando voglio qualcosa non amo. Non confondere le cose. Dico a me stesso che voglio un'esperienza sessuale, non che voglio amare o essere amato. La pianto con queste illusioni da adolescente, e inizio a crescere. Normalmente le "delusioni amorose" anziché svegliarci, ci addormentano sempre più. Anziché aprirci ci chiudiamo e pretendiamo sempre più. Le esperienze del passato dovrebbero portarci a capire sempre più, e invece ci confondono perché guardiamo sempre dalla parte sbagliata. Amare o non amare qualcuno, è una grande ubriacatura. Amare più il proprio cane rispetto a quello del vicino, è un'errore profondo. Funzionalmente, praticamente, si sta con il proprio cane. Lo si conosce, lo si tocca, si fa il possibile per lui. Ma pretendere di amare di più il proprio cane, o il proprio figlio, rispetto ad uno sconosciuto, è un'errore grande e causa sofferenza e senso di divisione. Si passa una vita con una persona, ma l'amore non è esclusivo.
domenica 29 maggio 2016
DIALOGHI: Sto sognando?
A) Posso cambiare me stesso
ma difficilmente potrò cambiare il mondo da solo...
B) E chi ti dice che tu non
sei il tuo mondo?
A) Col termine mondo intendevo pianeta
in senso oggettivo
B) Ed esiste?
A) Ci sto camminando sopra
B) Come cammini mentre
sogni
A) Non potrei scrivere con
lo smartphone se stessi sognando
B) Ogni sofferenza nasce da
conclusioni mentali. Il fatto che tu sei separato dal mondo oggettivo e ci
cammini sopra, è una conclusione mentale. Da questa base non può esistere
nessuna liberazione. E' il "non lo so" degli occhi del bambino che
viene perduto, ed è inutile parlare di qualsiasi altra forma di lavoro
interiore senza riconoscere la verità di quel non sapere
A) È una conclusione reale più che mentale, in profondità sarà tutto collegato ma nella vita oggettiva non
lo è. Altro è parlare di sofferenza che deriva da una resistenza al momento
presente ma non è questo il caso. (....)
A) Grazie per l'amicizia mi sono svegliato adesso ed ho potuto constatare il fatto che hai accettato la mia richiesta... o è tutto un sogno?!
A) Grazie per l'amicizia mi sono svegliato adesso ed ho potuto constatare il fatto che hai accettato la mia richiesta... o è tutto un sogno?!
B) Non lo so. Le etichette
mentali in generale non mi convincono più
A) Penso si debba avere
qualche sicurezza data dall'oggettività della vita almeno mi risulta automatico
crederlo
B) La mente ha bisogno di
muoversi nel conosciuto, altrimenti rischia di morire. Se rischia di morire gli
altri potrebbero prenderti per pazzo. Io non ho deciso di non dare etichette o
togliere la sicurezza dell'oggettività .... è successo, quindi anche cercando di
appiccicare certezze non mi riesce. Se lascio libere le percezioni, mi rendo
conto che ogni cosa che mi appare davanti lo fa sempre a ME, e senza di me non
potrebbe esistere.
A) Ma se sei con un'amico
ad esempio e anche lui la vive in modo uguale, come fai a non reputarla
un"esperienza reale?
B) Al contrario, la domanda
è "come faccio a reputarla un'esperienza reale". Senza che io
testimonio la presenza dell'amico, l'amico non ci sarebbe. Niente può apparire
senza che ci sia qualcuno a cui appare. Io non posso provare l'esistenza dell'amico,
posso solo dedurla.
A) Ci ragionerò durante la
giornata...ma così non se ne esce credo
B) Ti basta per un po' di
tempo, anche solo per gioco, di smettere di credere che esista qualcosa di separato
da te, e che è solo la mente a dire "io finisco li, e da li inizia
l'altro". Poi porti l'attenzione costantemente su di te, e ti rendi conto
che non puoi fare un passo nella tua realtà senza influenzarla.
venerdì 18 marzo 2016
DIALOGHI: La noia
- Cos'è la noia?
Una forma di mancanza di creatività. In qualsiasi situazione ti trovi puoi creare, perfino se sei sdraiato su un letto di un'ospedale immobile puoi creare: fantasie e storie, sentire il dolore, ascoltare senza commentare mentalmente, andare dentro di te.
Quando smetti di pretendere che questo istante sia diverso, allora anziché cercare di scavalcarlo, lo espandi. Non ti cerchi da qualche altra parte. Da quel punto crei, immagini, giochi."
Quando smetti di pretendere che questo istante sia diverso, allora anziché cercare di scavalcarlo, lo espandi. Non ti cerchi da qualche altra parte. Da quel punto crei, immagini, giochi."
- E' questo senso di vuoto ... una sorta di apatia. Non lo sento come positivo, non mi fa star bene. Non è propriamente noia.
In assenza di stimoli ti senti pian piano scomparire. L'ego per sopravvivere ha bisogno di rivedersi in qualcosa: in un'obiettivo, in una nuova speranza, in un domani, nelle storie di ieri, nel cammino ed evoluzione spirituale, in qualcosa da fare. Quando si è insieme a qualcuno si sente il bisogno di parlare, di raccontarsi storie. Si riempono i silenzi di ogni sorta di idiozia pur di continuare a percepirsi. Questa è la vera noia, ascoltare certi discorsi vuoti. Se senti immobilità e passività, una carenza di entusiasmo, allora è una possibilità. Approfitta di questa sensazione per lasciarti scomparire. Non sempre si ha la capacità di farlo all'interno di situazioni dinamiche, con diversi stimoli intorno. Lasciati quindi scivolare in quella che chiami noia e apatia, e non cercare per forza qualcosa da fare. Prova ogni tanto a stare fermo, e non fare nulla. Ascolta, guarda. C'è una sorta di magia quando tutto rallenta, è il silenzio da cui ogni forma di attività si presenta. Quell'attività che utilizzi per fuggire dall'evidenza dell'istante, per sentirti "vivo". Hai bisogno di una relazione per sentirti coinvolto? di un passatempo? di rumore e chiacchiere intorno a te? Queste cose potrai apprezzarle solo dopo, adesso sono solo forme di compensazione. Smetterai così di utilizzare gli altri per riempire quel vuoto che ti inseguirà come un'ombra finché non ti fermi"
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sabato 27 febbraio 2016
DIALOGHI: infelicità
"Mi capita spesso di pensare alla mia situazione di vita ed essere infelice .."
"Capitano dei momenti senza pensare a questo, senza futuro. Dei momenti in cui sei talmente senza via d'uscita, senza soluzioni, che ti siedi e basta. Non ne vuoi sapere, nemmeno delle soluzioni. Se la tua infelicità è veramente totale, allora questi momenti di assenza di soluzione capiteranno spesso, in cui non potrai fare altro che sprofondare nella tristezza. Una tristezza senza rifiuto, senza risoluzione, senza fuga, diventa malinconia, e la malinconia diventa presto pace. Una pace in cui non vuoi niente, perché il fatto stesso di volere ti fa ripiombare nella frustrazione. Ti accorgi presto che più che essere interessato ad una soluzione alla tua infelicità, non riuscivi a stare con quella sensazione. Non era la soluzione "esteriore" il vero punto della questione, ma il non permettere alla paura di entrare a livello fisico, scivolare nel sangue ed entrare nelle ossa. In quella pace è possibile che qualche intuizione ti dia una direzione che non avevi nemmeno immaginato, perché tutti i pensieri che avevi fino a quel momento si concentravano solo in una circonferenza ristretta. Talvolta capita che qualcuno riceve una brutta notizia o fa un incidente, e questo lo costringe a rivedere le sue priorità. L'incidente, anche se duro, ti mostra la pretesa di concentrarti sul tuo misero problema, sul tuo concetto di infelicità."
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giovedì 15 maggio 2014
L'illusione di poter progettare
Libro ordinabile su:
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__riscoprirsi-libro.php
Lo capisco, siamo stati abituati a dover agire, dover fare, doverci schierare. E' dura sradicare questo preconcetto. Non avere un piano, un desiderio, un obiettivo o un progetto, ti fa sentire impaurito da una vita che ti chiede di prendere il tuo posto da qualche parte. Ma è la vita, o è la tua pressione o quella degli altri? Paura di non aver il controllo? Se è così niente paura, non ce l'hai mai avuto. La mente cerca di creare una linearità, e in certi casi ci riesce anche: nonostante tutto le sia spesso avverso, (anche altri "io" psicologici, altre parti di noi magari più inconsce) si attiene perfettamente al suo "progetto". Quindi si vedono le persone tutte d'un pezzo che sono fedeli al loro piano, e lo portano a termine. Che mantengono le loro promesse! E questo cosa dimostra? Che hanno carattere? Magari hanno chiuso tante altre porte, magari si stanno snaturando, magari avevano solo bisogno di fuggire dalla loro pochezza interiore dettata dalla paura dell'esporsi al cambiamento.
Cosa avviene nel dettaglio? Tutto accade e basta, e poi la mente fa credere di esser stata lei la protagonista. Nell'istante vi è pura percezione, un attimo dopo la mente dice "io ho fatto, visto, toccato, detto, pensato, sognato". Per accorgersi di questa illusione, bisogna essere dei bravi osservatori. Ciò che noi siamo, in fondo, è solo pura testimonianza dei nostri pensieri, emozioni ed azioni. Ogni nostro movimento nasce spontaneo, non viene progettato prima, perché anche il voler progettare è scaturito dalle circostanze. Se scoprissi che sei un'illusione, e credi di poter agire quando invece la vita lo fa per te, ti sentiresti terrorizzato o liberato? Pensaci bene.
Ogni pensiero non è altro che una reazione allo sconosciuto, riportandolo al conosciuto. Il pensiero è sempre ripetitivo, perché non può esistere pensiero nei confronti di qualcosa di nuovo, se prima non viene sperimentato dalla coscienza. Ogni istante è completamente nuovo, ma la mente paragona e mette insieme momenti simili. Tutto ciò che accade nella vita e ha valore, che è indimenticabile, è proprio imprevisto. Quando progetti il futuro, lo fai sulla base del passato ... sempre! La mente non è in grado di immaginare qualcosa di diverso che non conosce. Accetta questo, per quanto può essere difficile. Invece ti toglie un peso enorme, quello di crederti responsabile. Sei responsabile, forse, solo delle scelte che ti si presentano sull'istante.
Allora li potrai scegliere la strada che ti entusiasma di più, che magari è proprio quella che la mente razionale non riesce ad immaginare. E riecco la paura. Lasciala stare e prosegui. Quindi il mio non può essere un invito alla inattività, alla passività. Tutt'altro! Non è possibile essere inattivi .... siete chiamati ad agire in ogni istante. Ma questo è molto diverso dal dover costruire un percorso e delineare bene i vostri desideri. Non sapete come arriverete là, non potete saperlo, e non potete nemmeno sapere se ciò che è giusto per voi è il là che vi immaginate. Di solito è solo artificiale, forzato, dettato da condizionamenti esterni o disagio del proprio stato attuale. Il problema non è il desiderio, ma la sua ristrettezza. Lo ripeto, la mente non è in grado di immaginare qualcosa di nuovo, anche se così vi può sembrare. Si limita a mettere insieme i pezzi che già conosce, proprio come dei lego .... sono sempre gli stessi pezzi assemblati in modo diverso!
Ciò che non è stato programmato, è ciò che ti ha portato le cose migliori, anche se poi tu ti illudi di esistere in quanto individuo separato dall'esperienza che hai fatto ... a causa del pensiero. Per arrivare a rendersi conto che i giochi della mente sono illusione, è necessario indagare e approfondire. Meditare se è il caso, osservare bene come nasce un pensiero e dove finisce. Altrimenti è bene non essere certi di nulla, almeno fin quando non si fa pulizia.
Progetti a lungo termine sulla base di un pensiero "congelato" dalla coscienza, proprio come una promessa. Violenti la naturale dinamicità della mente razionale, e credi che possa essere lo strumento utile per costruire un futuro.
Così facendo ti precludi il cambiamento, perché se scegli quella cosa, non scegli l'altra. Ciò che ti viene incontro lo escludi se non si allinea con il tuo progetto. Ti si ripresenta magari, sotto molte forme, ma continui a spingerlo via perché tu sei "tutto d'un pezzo" ... "uno di parola". La mente non è in grado di costruire un progetto, perché ha bisogno di farlo sulla base di ciò che conosce. Questa reagisce solo al presente, e sulla base di questo crea un futuro immaginario ... che non è MAI come se lo immaginava. Ciò che accade in certi casi è di avere delle intuizioni, ma esse sono sempre dettate da eventi spontanei e imprevedibili. Che poi sulla base di essi la mente intuitiva dica "scelgo quella strada perché mi sento attratto", è un altro paio di maniche.
Ciò che potrebbe accaderti è che questa paura non viene più ascoltata. E' sempre lì, ma no è più te. Questo distacco dalla mente, è la fine di ogni preoccupazione. Dagli altri viene percepita come follia, semplicemente perché non hai più paura di ciò che agli altri fa paura. Stai male secondo loro... perché stai bene nonostante le condizioni esterne. Quindi stai male perché stai bene .... è un bel controsenso.
Ora, osserva i tuoi pensieri e guarda praticamente che ti limiti a fare da spettatore. Chi è che progetta se non sei la mente?
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