"Desidera così ardentemente la verità, fino a diventarla. Quando sei verità, non puoi più scendere a compromessi con il vecchio mondo che creavi come ovvia risposta della tua paura di essere verità. Allora le perdite non saranno più traumatizzanti, tranne che per la mente che cerca sicurezza, ma funzionali alla maturazione. Scopri come la tua vecchia paura creava un mondo di falsità intorno a te, e come questa manteneva attività, relazioni, professioni, abitudini, magari successi, amicizie, che non ti appartenevano. La paura della solitudine, di rimanere senza lavoro, senza amici, senza allievi, senza maestri, senza partner, senza approvazioni e considerazioni, cede il posto al desiderio di chiarezza, ad ogni costo. Allora le perdite e gli addii non sono verso qualcuno, ma verso parti di te, e un aggiustamento nel quotidiano si rivela."
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lunedì 28 novembre 2016
mercoledì 19 ottobre 2016
DIALOGHI: Voglio il tuo bene
"Cosa c'è di male a volere il suo bene?"
"Nulla. Ma si è felici per l'altro prima di essere felici con l'altro.
L'altro può non esserci, può comportarsi in modo per noi incomprensibile, può stare con persone che non ci piacciono, non importa. Pretendere che rispecchi la nostra idea di felicità, significa che vogliamo realizzarla attraverso lui. Ogni volta che questo accade riflette il nostro egoismo e la nostra paura di responsabilità intima. Poiché non abbiamo il coraggio di essere liberi e felici, non potremmo mai vedere se l'altro lo è realmente. Possiamo solo proiettare la nostra idea di realizzazione, immaginando che l'altro sia felice o meno. "Volere il suo bene" è una frase pericolosa, perché non è detto che l'altro desideri ottenere la nostra idea di bene."
"Nulla. Ma si è felici per l'altro prima di essere felici con l'altro.
L'altro può non esserci, può comportarsi in modo per noi incomprensibile, può stare con persone che non ci piacciono, non importa. Pretendere che rispecchi la nostra idea di felicità, significa che vogliamo realizzarla attraverso lui. Ogni volta che questo accade riflette il nostro egoismo e la nostra paura di responsabilità intima. Poiché non abbiamo il coraggio di essere liberi e felici, non potremmo mai vedere se l'altro lo è realmente. Possiamo solo proiettare la nostra idea di realizzazione, immaginando che l'altro sia felice o meno. "Volere il suo bene" è una frase pericolosa, perché non è detto che l'altro desideri ottenere la nostra idea di bene."
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